Epimeleia Heautou, o l’arte di prendersi cura di sé

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Gli antichi Greci, da cui discende la nostra cultura, lo tenevano ben presente.

Come posso prendermi cura degli altri, se prima non ho cura di me stesso?

E se “prendersi cura di sé” non fosse soltanto mangiare sano, prendersi un’aspirina quando si è raffreddati o andare in palestra due volte a settimana…?

La cura di sé passa prima di tutto per la coscienza di sé stessi: non posso prendermi cura di me stesso, senza il desiderio di conoscermi a fondo. Solo allora posso entrare in contatto con il mio potenziale, con la mia responsabilità e con la mia saggezza.

Una visione dell’Essere Umano come Sistema unico ed irripetibile, non come un insieme di parti separate ed indipendenti dal resto, ma piuttosto come un’interconnessione di sistemi in cui il minimo cambio in una parte influisce sul tutto, un concetto troppo complicato per la nostra “mente razionale” , che ci hanno abituati fin da piccoli ad usare separata da tutto il resto.

“Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Come posso amare il prossimo, se con me stessa sono esigente, rigorosa, dura, ingrata, implacabile?

Prendersi cura di sé è una forma di Amore. Inizia dall’interno, e all’esterno non fa che rispecchiarsi e brillare attraverso lo sguardo. Uno sguardo che esprime accettazione, apprezzamento, amore, presenza, ascolto, gratitudine. Verso sé stessi, prima di tutto.

E tu, come ti prendi cura di te?

( da una conferenza di Cris Bolívar, maggio 2014)

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